Organizzato dall'Osservatorio con il supporto del CORECOM, l'evento ha riunito istituzioni, giornalisti e forze dell'ordine nella Sala "G. Siani" per promuovere un'informazione corretta e un ascolto competente.
NAPOLI, 10 luglio 2026 – Si è svolto ieri, giovedì 9 luglio 2026, presso la prestigiosa Sala “G. Siani” del Consiglio regionale della Campania, l'atteso convegno dal titolo "Linguaggi inclusivi e hate crimes. Le parole per dirlo e l’ascolto competente". L'incontro è stato promosso dall’Osservatorio LGBTQIA+, organismo del Consiglio della Regione Campania, con il prezioso supporto del CORECOM. L'evento ha riscosso un grande interesse ed è stato accreditato dall’Ordine dei Giornalisti della Campania come corso di formazione deontologica, con il riconoscimento di 6 crediti formativi per i professionisti dell'informazione.
I lavori istituzionali sono stati aperti dal Presidente del Consiglio della Regione Campania, l’On. Massimiliano Manfredi. Nel suo intervento, il Presidente ha richiamato con forza i valori fondanti della nostra Carta Costituzionale, citando le storiche parole di Piero Calamandrei per ricordare l'importanza vitale che la Costituzione non rimanga un mero "pezzo di carta", ma possa realizzarsi concretamente nei suoi propositi più alti grazie all’impegno quotidiano, profuso da tutti e tutte, nelle istituzioni così come nella società civile.
Il dibattito, moderato congiuntamente da Carola Barbato, Presidente del CORECOM Campania, e da Antonello Sannino, Presidente dell’Osservatorio LGBTQIA+ della Regione Campania, si è articolato in due sessioni tematiche di altissimo profilo. Il primo tavolo, intitolato "Valore ed etica della parola: media e persone LGBTQIA+", ha esplorato la responsabilità deontologica nel racconto giornalistico e l'impatto dei media sulle vite delle persone. Il secondo tavolo, dal titolo "Crimini d'odio e web: i rischi della rete e gli strumenti per contrastare l'odio online", si è focalizzato sulle minacce digitali, emergendo come spazio cruciale per l'analisi dei rischi informatici e la definizione di efficaci strumenti di tutela.
La discussione ha visto la partecipazione attiva dei componenti dell’Osservatorio – De Martino, Cremona, De Luca e Alfaro – e i preziosi contributi dei noti giornalisti Alessandro Cecchi Paone e Pasquale Quaranta. Di fondamentale rilevanza strategica è stata inoltre la presenza tecnica e istituzionale del dott. Guido Cuomo, Commissario Capo della Polizia di Stato in servizio presso il Centro Operativo Sicurezza Cibernetica della Campania, che ha illustrato gli strumenti operativi delle forze dell'ordine per il contrasto ai discorsi d'odio in rete.
A margine dell'evento, il Presidente dell'Osservatorio LGBTQIA+, Antonello Sannino dichiarara: "Il lavoro che stiamo portando avanti con l’Osservatorio della Regione Campania rappresenta un unicum sul territorio nazionale. Poter parlare di contrasto ai crimini d’odio e del delicato rapporto con la stampa e i media all'interno di un'aula di così grande prestigio istituzionale, e farlo alla presenza strutturata della Questura e di altri organismi dello Stato, costituisce un segnale di straordinario valore politico e sociale e di grande fiducia nello stato di diritto e delle nostre istituzioni democratiche. L'impegno del nostro Osservatorio non si limita alla necessaria sensibilizzazione, ma si traduce in un'attività concreta e tangibile a supporto dei cittadini e delle cittadine. In questa direzione si inserisce il nostro lavoro per la definizione e il supporto alle linee guida per i centri antidiscriminazione, presidi fondamentali sul territorio, così come la stesura delle linee guida per l’accoglienza delle persone LGBTQIA+ in ambito sanitario. Garantire percorsi di cura dignitosi, rispettosi e privi di pregiudizi è un dovere di civiltà. La sinergia interistituzionale vista oggi è la strada maestra per trasformare i diritti scritti in tutele reali e concrete."
Ancora una volta, dalla Regione Campania e dei suoi organismi arriva un segnale d'avanguardia per le politiche di inclusione, legalità e contrasto a ogni forma di discriminazione motivate da orientamento sessuale o identità di genere, con una rinnovata collaborazione, sempre più stretta tra istituzioni, professionisti della comunicazione, autorità di pubblica sicurezza e pezzi dello Stato e delle Istituzioni.