Garante dei detenuti

auguri pasqua garante detenuti
 

 
 
INVITO UFFICIALE presentazione annuale 2018
 Mercoledì 29 maggio Ore 11.00
presso L’aula Consiliare del Consiglio Regionale della Campania Centro Direzionale Isola F13 - Napoli
 

 
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3 marzo 2019 CAMPANIA | CONVEGNO SU MISURE ALTERNATIVE AL CARCERE. CIAMBRIELLO: CARCERE NON DEVE ESSERE VENDETTA DELLO STATO


PRESENTI ALLA INIZIATIVA 16 DETENUTI, CAPPELLANI DELLE CARCERI, RAPPRESENTANTI DI ASSOCIAZIONI, MAGISTRATI ED ADDETTI AI LAVORI

Si è tenuto il primo marzo presso il palazzo del Consiglio Regionale della Campania il Convegno “Magistratura di Sorveglianza: l’alternativa al carcere è possibile” organizzato dal Garante Campano delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale prof. Samuele Ciambriello.

L’iniziativa, presieduta e moderata dallo stesso Ciambriello, si è svolta all’interno di una sala gremita ed ha visto gli interventi, suddivisi in due diverse sessioni, di Giuseppe Martone, Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, Maria Bove, Direttore dell’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna per la Campania, Adriana Pangia, Presidente del Tribunale di Sorveglianza, Monica Amirante, Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Salerno, Carlo Longobardo, Docente di Diritto Penale presso l’Unina, Anastasia Costanzo, avvocato penalista dello staff del Garante, Rosario Petrone, responsabile campano dei cappellani penitenziari, Anna Ziccardi, Presidente dell’associazione “carcere possibile”, Ermanno Carnevale, della Camera penale di Napoli, Luigi Romano, Presidente di “Antigone campania”, e Milena Capasso, Magistrato di Sorveglianza di Caserta.

Durante la manifestazione si è analizzato il ruolo della Magistratura di Sorveglianza, oltre che le questioni relative ai diritti dei detenuti durante l’esecuzione della pena, fino ad arrivare alla concessione ed alla gestione delle pene alternative alla detenzione.

"7787 è il numero di detenuti in Campania, di cui 4575 definitivi e 203 in regime di semilibertà. Di questi 387 sono donne e 1008 stranieri", ha esordito durante il dibattito Ciambriello snocciolando i dati in suo possesso.

"4035 sono gli agenti di polizia penitenziaria in Campania (a fronte di 4071 previsti); 630 di questi a vario titolo non vanno a lavoro, mentre gli agenti che mancano a Poggioreale sono 200. Qui c’è una differenza sostanziale tra il numero di detenuti presenti", ha continuato il Garante.

“Il primo scandalo si verifica tra chi deve assistere ed il numero di detenuti presenti a Poggioreale che dovrebbero essere 1771 ma che invece sono già oltre le 2000 unità.Per non parlare dei minori che in Campania sono 920 (858 uomini e 62 donne) di cui 135 in comunità”.

“L’Italia è l'unico paese in cui le pene sono state ridotte ad un'unica e sola pena, il carcere. Se commetti un reato nel nostro paese devi essere consapevole che avrai come pena il carcere, a differenza di altri paesi nei quali esistono misure alternative. Dal 1992 sono 16mila le persone che sono state dichiarate innocenti e sono state in carcere, un esercito di innocenti”, ha continuato il professore.

“Siamo qui per parlare del carcere nel tempo della crisi, della risocializzazione, di misure alternative al carcere, per porci degli interrogativi, enfatizzare le buone prassi, mettere in campo qualche progetto in merito. Non è possibile stare zitti, se parlare fosse anche solo consolatorio”.

“Occorre valorizzare le buone ragioni del sistema costituzionale della pena flessibile. Il modello della rieducazione – risocializzazione si realizza attraverso la via privilegiata delle misure alternative al carcere. Vorrei – ha concluso Ciambriello – essere un po' io il cavaliere dell’utopia concreta come lo è stato il magistrato Alessandro Margara che ha saputo coniugare la giustizia con il senso di umanità, rileggendo la Costituzione e promuovendo l’esistenza dello Stato sociale e della città solidale opposta alla città ostile”. Presenti 16 detenuti in permesso solo per oggi. Sette sono intervenuti ed hanno dialogato con i giudici presenti “Un dibattito interessante a cui ho partecipato con enorme piacere e che è servito ad approfondire vari aspetti problematici rispetto alla gestione delle carceri ed inerenti alle misure alternative, mettendo a confronto persone con esperienze e professionalità diverse. Bisogna cercare di implementare gli interventi delle strutture pubbliche atti a favorire il reinserimento dei detenuti anche attraverso attività di volontariato, di lavori socialmente utili e di facilitare l’attuazione di corsi professionali atti a dare una prospettiva di vita diversa”, ha dichiarato a margine del dibattito il Presidente del Tribunale di sorveglianza Adriana Pangia.

“Fondamentale è parlare e, come diceva Calamandrei, bisogna guardare il carcere ed entrarci dentro ed ogni occasione come questa è utile. Io nella mia esperienza decennale di Magistrato di sorveglianza trovo fondamentale che le persone recluse non percepiscano il blindato, la carcerazione, come una chiusura totale del mondo verso loro stessi. Motivo a cui ascrivo la maggior parte del malessere e degli episodi di violenza tra detenuti che avvengono in carcere. Il dialogo anche con gli operatori penitenziari che, bisogna dirlo, fanno una vita complicata e svolgono un ruolo difficile, porterebbe benefici a tutti. Ovviamente per dialogo non intendo concessioni o che gli operatori penitenziari debbano abdicare al proprio ruolo”, ha aggiunto in conclusione il Presidente del Tribunale di sorveglianza di Salerno Monica Amirante.
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magistratura di sorveglianzaSanità a Poggioreale: passi in avanti dopo le critiche e le proposte del Garante

 
Il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Campania, dopo i recenti fatti critici accaduti a Poggioreale, le morti con cause ancora da accerttare, ha chiesto ed ha ottenuto un tavolo di confronto con il Provveditore Regionale dell’amministrazione penitenziaria, la Direttrice dell’istituto penitenziario di Poggioreale i Responsabili della medicina penitenziaria ASL Na 1 C, ed il direttore della centrale operativa 118. Inoltre essendosi insediato il nuovo Commissario Straordinario, Ciro Verdoliva, il Garante gli aveva già scritto una nota elencandogli le diverse criticità riguardanti l’aria sanitaria rispetto alle attrezzature ed il personale.
 
A seguito dell’incontro, il Garante Campano dei detenuti Samuele Ciambriello, comunica gli importanti obiettivi raggiunti: Realizzazione all'interno di Poggioreale di una postazione di dialisi, che consentirà ai ristretti che devono effettuare trattamenti dialitici di poterli praticare in loco; Rimodernare la radiologia, con l'installazione di un nuovo impianto telecomandato, collegato in rete con una stazione refertante; Creare le condizioni per effettuare trasfusioni all'interno; Installare un defibrillatore in ogni padiglione; Raddoppiare all'interno della postazione di primo soccorso la guardia infermieristica; Aggiungere un medico di continuità assistenziale nelle ore pomeridiane, che vanno ad aggiungersi agli altri operatori sanitari già presenti h 24 .
 
In relazione all’incremento del personale sanitario, la direzione del carcere è stata invitata a individuare spazi idonei per gli infermieri e la guardia medica. Inoltre la direzione, per ovviare ai problemi tempistici che si presentano per l’ingresso dell’ambulanza all’interno dell’istituto, ha richiesto al direttore della centrale operativa 118 di inviare costantemente le liste aggiornate dell’elenco nominativo di tutto il personale in servizio operativo, specificandone il numero identificativo.
 
Il Provveditore dell’amministrazione penitenziaria, Giuseppe Martone, ha riferito di aver destinato € 400.0000 per le opere straordinarie di ristrutturazione, su richiesta del Garante, partendo dal padiglione S. Paolo (centro clinico del carcere) e un milione di euro per rafforzare gli impianti di sicurezza e di illuminazione.
 
Nella stessa riunione il garante si è espresso anche sulla situazione del la mancanza del personale di polizia penitenziaria, il provveditore ha chiarito che il personale di polizia ha un numero organico di 4035 rispetto a 4071 previsti. La vera carenza non riguarda gli agenti assistenti che sono in esubero ma vi è una forte carenza di ispettori e sovraintendenti. Inoltre quasi 100 unità sono distaccati e quasi 630 agenti ogni giorno, anche se nella media, sono in malattia. Per il Garante Samuele Ciambriello:
 
Trovo che il raccordo avvenuto nei giorni scorsi sia stato funzionale, è importante la collaborazione tra le parti per rendere possibile un cambiamento, indispensabile per ridare dignità a chi va tolta” soltanto” la libertà personale.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Evento 11 febbraio 2019
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Stamattina si è tenuta l’ inaugurazione del laboratorio di Scrittura Creativa presso l’Istituto Penitenziario di Arienzo in cui sono detenute 78 persone, promosso dal Garante dei Detenuti Samuele Ciambriello ed realizzato dall’ Associazione LESS Società Cooperativa Sociale.

LESS è nata a Napoli nel 1999 ed opera a livello locale, regionale, nazionale ed internazionale per garantire tutela, diritti e pari opportunità ai soggetti svantaggiati, con particolare riguardo alla popolazione migrante, ai detenuti, agli ex detenuti ed alle loro famiglie, attivando nel corso degli anni una vasta gamma di progetti e programmi di intervento finalizzati all’ integrazione socio- culturale e al contrasto dell’esclusione sociale.

All’ evento erano presenti la direttrice dell’Istituto Mariarosaria Casaburo, il Garante delle persone private della libertà personale Samuele Ciambriello e gli operatori di LESS che realizzeranno le attività.

Il laboratorio, rivolto ad un massimo di 15 partecipanti, sarà articolato in due fasi: la prima incentrata sulla lettura di racconti scritti da persone recluse nelle carceri italiane, la seconda in cui si apprenderanno le tecniche di scrittura creativa.

Ciambriello ha spiegato il senso di queste e di altre iniziative promosse dal suo ufficio in questo ed in altre carceri della Campania: “ Come garante, all’ interno di un programma oltre le mura, ho inteso mettere in campo iniziative di sportelli di ascolto, sostegno alla genitorialità, arte terapia, spazi relazionali genitori-figli, corsi di alfabetizzazione per detenuti stranieri. Lo spirito di questi progetti, che operano in modo integrato e sinergico con gli istituti, è quello di aiutare le persone diversamente libere a rieducarsi ed inserirsi gradualmente nella società. Per fare questo mi avvalgo di short list, di cui fanno parte molteplici Associazioni e Cooperative con comprovata esperienza nell’ambito penale.”

Evento 6 febbraio 2019
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“A Febbraio 2018, in tutta Italia, c’erano 11916 minorenni e giovani adulti in carico ai servizi della giustizia minorile, di questi 1430 donne. Solo in Campani 5000. Un esercito numeroso nei centri penali per minorenni, nelle comunità private, in carico agli uffici di servizio sociale, in misura alternativa sostitutiva. 3772 per indagini sociali e progetti trattamentali. Messa alla prova 2157. In Campania dal tribunale per minorenni di Napoli e Salerno più di un migliaio.”

Snocciola questi dati allarmanti ed inquietanti Samuele Ciambriello, garante Campano delle persone private della libertà personali, intervenuto oggi allo workshop “Criminalità Minorile” promosso dalla dottoressa Iolanda Ippolito, presidentessa dell’associazione Akira, che si sta tenendo oggi e domani a Salerno.

Ciambriello poi continua entrando nel merito della sua relazione “C’è stato un mutamento del reato, prima i minori venivano arrestati per accattonaggio, piccoli furti, oggi, girando per le carceri, incontro ragazzi e ragazze condannati a 15/18 anni per omicidio”, continua poi “Gli adolescenti di oggi spesso non sanno perché compiono un reato. Sono adolescenti a metà. Vogliono tutto e subito. Hanno la morte dentro, un vuoto valoriale. Vivono un’emarginazione sociale, una povertà educativa e culturale. Conoscono 50 parole e le conoscono solo in dialetto, rispetto ai loro coetanei che ne conoscono 1000 e sanno anche parlare una lingua straniera”.

Il garante dei detenuti alla fine visti i numeri e l’impotenza a risolvere le questioni da parte della politica, delle scuole e delle famiglie alla fine denuncia: “Può solo il carcere essere la risposta che mette tranquillità e sicurezza rispetto alla devianza ed alla microcriminalità? Si pensa davvero ad abbassare, arretrare la soglia minima di punibilità, cioè mettere in carcere un dodicenne, un tredicenne, perché è già adulto, aggressivo, violento, furioso? Sottrarre un minore ad un contesto familiare che incanala la sua vita ad un destino di illegalità ed antisocialità è inastratto, giusto e doloroso, ma occorre farlo prima del reato e del reato grave”.

Avviso pubblicato su B.U.R.C. n.20 del 5 marzo 2018

Integrazione - procedura aperta short list per associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato, o.n.l.u.s. E cooperative sociali - attività del:

  1. Garante dell’infanzia e dell’adolescenza
  2. Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale ed osservatorio regionale sulla detenzione.

E' possibile visionare e scaricare/stampare i file dell’avviso e della domanda di partecipazione alla selezione, cliccando direttamente sulle miniature a sinistra.

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