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A Napoli, venerdì 30 gennaio in Consiglio Regionale, una giornata di riflessione e confronto sulla magistratura di sorveglianza. Il garante Ciambriello: “E’ una figura dell’autorità giudiziaria importante nel complesso scacchiere del mondo penitenziario”

Venerdì prossimo in Consiglio Regionale della Campania, organizzato dal Garante Campano delle persone private della libertà personale Samuele Ciambriello, d'intesa con l'Osservatorio regionale sulle condizioni delle persone private della libertà personale e il supporto della Cooperativa L’Uomo e il Legno, si terrà un importante momento di confronto e riflessione sul ruolo e la funzione della Magistratura di Sorveglianza. Parteciperanno Magistrati di Sorveglianza, Direttori di carceri, associazioni che si occupano di carceri, Garanti, avvocati e si terrà dalle ore 9:30 alle 14:00 presso l’Aula G. Siani dell’Isola F13 del Centro Direzionale di Napoli.

Dopo i saluti istituzionali di Massimiliano Manfredi (Presidente del Consiglio regionale della Campania), Patrizia Mirra (Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Napoli), Carlo Berdini (Provveditore Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria per la Campania) e Monica Amirante (ex Presidente Coordinamento Nazionale dei Magistrati di Sorveglianza); ci sarà nella prima mattinata – sul tema “Magistratura di Sorveglianza, una nuova strada” - la relazione di Giovanni Maria Pavarin (già Magistrato di Sorveglianza e Garante dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale della provincia autonoma di Trento). Interverranno subito dopo Gianfranco Marcello (Direttore del carcere di Secondigliano), Claudia Nannola (Direttrice UEPE Napoli), Don Tonino Palmese (Garante dei detenuti Comune di Napoli), Elena Cimmino (Associazione "Il carcere possibile"), Maria Picardi (Magistrato di Sorveglianza di Napoli e membro del Comitato Esecutivo del Coordinamento Nazionale dei Magistrati di Sorveglianza), moderati da Alessandro Gargiulo (Membro dell'Osservatorio regionale sulle condizioni delle persone private della libertà personale).

Il convegno sarà presieduto da Samuele Ciambriello, Garante Campano delle persone private della libertà personale.

La seconda mattinata sarà incentrata invece sul tema “Magistratura di Sorveglianza, tra sovraffollamento e tutela dei diritti”, introdotto da Fabio Gianfilippi (Magistrato di Sorveglianza di Spoleto) cui seguiranno i contributi di  Giulia Russo (Direttrice della C. C. di Poggioreale), Piero Rossi (Garante dei detenuti della Regione Puglia), Paolo Conte (Presidente Antigone-Campania), Maria Rosaria Cardenuto (Membro dell'Osservatorio regionale sulle condizioni delle persone private della libertà personale), Francesco Zaccaria (Coordinatore nazionale dell'Osservatorio Nazionale AIGA Carceri) e, a conclusione, Antonio Cairo (Magistrato di Sorveglianza di Napoli). Modera la seconda tavola rotonda Giuliana Trara Genoino (Membro dell'Osservatorio regionale sulle condizioni delle persone private della libertà personale).

 

LOCANDINA

 


 

A Napoli, il 30 gennaio, una giornata di riflessione e confronto sulla magistratura di sorveglianza

Un convegno teso a creare uno spazio di confronto e riflessione su ruolo, funzione e prospettive future della Magistratura di Sorveglianza si terrà il prossimo 30 gennaio presso il Consiglio Regionale della Campania Aula G. Siani al Centro Direzionale di Napoli, dalle ore 9.30 alle 14.00, organizzato dal Garante Campano delle persone private della libertà personale Samuele Ciambriello , d'intesa con l'Osservatorio regionale sulle condizioni delle persone private della libertà personale e il supporto della Cooperativa L'Uomo e Il Legno.

Quella del Magistrato di Sorveglianza è una figura centrale dell'Ordinamento Penitenziario italiano e più in generale nella tutela dei diritti fondamentali delle persone private della libertà personale. Il suo operato, infatti, non si limita ad un controllo formale o alle misure alternative al carcere ma incide correttamente sulla qualità della vita detentiva e sui percorsi di reinserimento sociale.

Ci saranno i saluti istituzionali di Massimiliano Manfredi (Presidente del Consiglio regionale della Campania), Patrizia Mirra (Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Napoli), Carlo Berdini (Provveditore Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria per la Campania) e Monica Amirante (ex Presidente Coordinamento Nazionale dei Magistrati di Sorveglianza).

Il convegno, presieduto da Samuele Ciambriello, prevede due distinte tavole rotonde.

La prima mattinata discuterà sul tema “Magistratura di Sorveglianza, una nuova strada”, introdotto da Giovanni Maria Pavarin (già Magistrato di Sorveglianza e Garante dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale della provincia autonoma di Trento). Seguiranno poi sulla stessa linea gli interventi di Gianfranco Marcello (Direttore del carcere di Secondigliano), Claudia Nannola (Direttrice UEPE Napoli), Don Tonino Palmese (Garante dei detenuti Comune di Napoli), Elena Cimmino (Associazione "Il carcere possibile"), Maria Picardi (Magistrato di Sorveglianza di Napoli e membro del Comitato Esecutivo del Coordinamento Nazionale dei Magistrati di Sorveglianza), moderati da Alessandro Gargiulo (Membro dell'Osservatorio regionale sulle condizioni delle persone private della libertà personale).

In seguito al coffee break, la seconda mattinata sarà incentrata invece sul tema “ Magistratura di Sorveglianza, tra sovraffollamento e tutela dei diritti ”, introdotto da Fabio Gianfilippi (Magistrato di Sorveglianza di Spoleto) cui seguiranno i contributi di  Giulia Russo (Direttrice della C. C. di Poggioreale), Piero Rossi (Garante dei detenuti della Regione Puglia), Paolo Conte (Presidente Antigone-Campania), Maria Rosaria Cardenuto (Membro dell'Osservatorio regionale sulle condizioni delle persone private della libertà personale), Francesco Zaccaria (Coordinatore nazionale dell'Osservatorio Nazionale AIGA Carceri) e, a conclusione, Antonio Cairo (Magistrato di Sorveglianza di Napoli). Modera la seconda tavola rotonda Giuliana Trara Genoino (Membro dell'Osservatorio regionale sulle condizioni delle persone private della libertà personale).

Per il Garante Ciambriello : “L’insieme di questi preziosi contributi consentirà di comprendere l'importanza di questa figura dell'Autorità Giudiziaria nel complesso scacchiere del mondo penitenziario, e delle problematiche con cui ci si trova a dover fare quotidianamente i conti. Tale convegno si pone dunque come occasione per affrontare quello che si connota come un tema dirimente in riferimento al dettato costituzionale, sia per superare il problema del sovraffollamento, sia per migliorare la qualità della vita all'interno degli istituti e promuovere i diritti dei diversamente liberi”.

 

 


 

Il garante regionale dei detenuti Ciambriello in visita al carcere di Santa Maria Capua Vetere:“Dal Muro della Libertà al diritto alla salute “

Nella giornata odierna il Garante campano dei diritti delle persone private della libertà personale, Samuele Ciambriello, ha effettuato una visita istituzionale presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere.

La visita è iniziata con un incontro con la direttrice del carcere Donatella Rotundo, il maestro Alessandro Ciambrone e con un gruppo di giovani rotariani della provincia di Caserta, da tempo impegnati in un progetto artistico e simbolico all’interno dell’istituto. I giovani hanno proseguito il lavoro di pittura sul Muro della Libertà, arricchendolo con frasi che identificano i rispettivi enti di appartenenza. Il muro rappresenta un forte messaggio collettivo: un inno alla pace, ai diritti umani, alla solidarietà, alla valorizzazione delle identità culturali, all’inclusione e alla fraternità tra i popoli. Un’opera corale, a colori, che parla di amore, libertà e pace.   Successivamente il Garante ha svolto colloqui con i detenuti di vari reparti, accogliendo segnalazioni, richieste e bisogni delle persone ristrette. 

Così il Garante Regionale Ciambriello all’ uscita del carcere: “dai colloqui sono emersi due temi centrali e particolarmente critici. Il primo riguarda il diritto alla salute. Quotidianamente la direzione sanitaria dell’istituto programma visite specialistiche esterne, comprese quelle previste per la giornata odierna; tuttavia, oltre la metà di tali visite non viene effettuata a causa della carenza di scorte della polizia penitenziaria, determinando una grave compressione di un diritto fondamentale garantito dalla Costituzione.

Il secondo tema concerne le attività sociali e rieducative, in particolare nell’area dell’alta sicurezza. I detenuti del reparto Tamigi, circa 180 persone, hanno segnalato la persistente assenza di attività culturali, integrative, sociali e lavorative, elementi essenziali per il trattamento rieducativo e per il mantenimento di un equilibrio umano e relazionale all’interno della detenzione”.

Nel corso della mattinata il garante Ciambriello ha avuto un confronto con il direttore sanitario dell’istituto. È stata inoltre evidenziata una carenza di personale infermieristico, che comporta significative difficoltà nella gestione quotidiana dei reparti. A ciò si aggiunge una carenza di agenti di polizia penitenziaria, con ripercussioni dirette sia sull’organizzazione interna sia sulla garanzia dei servizi sanitari e trattamentali.

Attualmente la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere ospita 1.030 detenuti, di cui 65 donne in regime di alta sicurezza. Nel corso della visita il Garante ha inoltre visitato la biblioteca dell’istituto, confrontandosi con i bibliotecari detenuti e potendo constatare il lavoro svolto, che coinvolge persone appartenenti sia all’alta sicurezza sia alla media sicurezza, rappresentando un’esperienza positiva di responsabilizzazione, collaborazione e inclusione.  

Così conclude il garante campano Ciambriello: “è chiaro che le buone prassi presenti in questo carcere ai vari livelli, lavorativo, di inclusione socioculturale sono sotto gli occhi di tutti. La visita odierna ha confermato come le criticità emerse non riguardino esclusivamente la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, ma rappresentino problematiche strutturali e diffuse in numerosi istituti penitenziari del Paese: carenze di misure alternative al carcere, di personale sanitario e di polizia penitenziaria, così come   carenze sociosanitario e di specialisti sanitari. Carenza di psicologi delle Asl il sabato e la domenica.  Insufficienza di attività rieducative, in particolare nei reparti di alta sicurezza. Criticità   ed elementi ricorrenti che richiedono risposte organiche, coordinate e non più rinviabili. È necessario un impegno concreto delle istituzioni competenti, ai vari livelli affinché i diritti fondamentali delle persone private della libertà personale trovino piena ed effettiva attuazione, nel rispetto dei principi costituzionali e della dignità umana”.

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Locandina e programma del convegno sulla Magistratura di Sorveglianza presso il Consiglio Regionale
 
 

“Non nuove carceri ma carceri nuove”: l’appello del Portavoce e del Coordinamento della Conferenza Nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale per un sistema penitenziario umano ed efficace

Il Portavoce Samuele Ciambriello e il Coordinamento della Conferenza nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale hanno redatto un Documento per chiedere alla politica un provvedimento deflattivo, più interventi della magistratura di sorveglianza sulle misure alternative al carcere e la liberazione anticipata speciale da 45 a 70 giorni ogni semestre.

Dal titolo “Non nuove carceri ma carceri nuove”, il Documento lancia un appello alla politica e alle istituzioni affinché venga ripensato radicalmente il sistema penitenziario, superando una logica esclusivamente emergenziale fondata sulla costruzione di nuovi istituti.

Il testo propone di porre al centro una vera e propria rivoluzione del sistema dell’esecuzione penale, orientata alla tutela della dignità delle persone detenute, alla garanzia effettiva dei diritti fondamentali e alla funzione rieducativa della pena, come previsto dall’articolo 27 della Costituzione. “Carceri nuove” significa infatti strutture e modelli organizzativi capaci di garantire condizioni di vita dignitose, tutela della salute, accesso al lavoro, alla formazione e a reali percorsi di reinserimento sociale.

In questo quadro, la riduzione della popolazione detenuta viene indicata come condizione imprescindibile. Il Portavoce Samuele Ciambriello e il Coordinamento della Conferenza (composto da Giovanna Francesca Russo, Carmen D’Anzi, Valentina Calderone, Doriano Saracino, Giancarlo Giulianelli, Veronica Valenti e Diletta Berardinelli) individuano nella liberazione anticipata – sull’esempio delle misure adottate dopo la sentenza “Torreggiani” – uno strumento centrale e immediatamente efficace per contrastare il sovraffollamento, ridurre le sue gravi conseguenze sul piano della salute mentale, della prevenzione dei suicidi e delle condizioni di lavoro del personale, senza compromettere la sicurezza collettiva:

“Per noi la liberazione anticipata riveste un ruolo centrale. L’esperienza successiva alla sentenza ‘Torreggiani’ ha dimostrato come una liberazione anticipata speciale, con un incremento dei giorni di riduzione della pena e con procedure più rapide, possa produrre effetti concreti sul sovraffollamento, senza compromettere la sicurezza collettiva. La liberazione anticipata non deve essere letta come un atto di indulgenza, ma come uno strumento ordinario di esecuzione penale costituzionalmente orientata, capace di valorizzare i percorsi di responsabilizzazione e di buona condotta intrapresi dalle persone detenute”.

Il Portavoce e il Coordinamento lanciano dunque un appello alla politica e alle istituzioni affinché si intraprendano con urgenza azioni concrete, in particolare:

“Crediamo che ci sia bisogno anche di una legge ordinaria per superare nell’immediato il sovraffollamento, per mettere in campo risposte concrete per coloro che devono scontare meno di due anni, o, addirittura, meno di un anno (e sono ottomila), così come è stato fatto dal Governo Berlusconi nel 2003 o sempre dal Governo Berlusconi nel 2010 (Ministro della Giustizia Angelino Alfano)”.

I dati oggi disponibili restituiscono un quadro allarmante sulle carceri: il progressivo aumento della popolazione detenuta, il ritorno a percentuali di sovraffollamento prossime a quelle che nel 2013 determinarono la condanna dell’Italia da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo, il numero crescente dei suicidi e il diffuso disagio del personale penitenziario.

“Non nuove carceri ma carceri nuove” – per il Portavoce Ciambriello – “significa affermare una visione della pena fondata sulla legalità, sulla dignità umana e sulla responsabilità istituzionale. Per questo l’appello finale è chiaro e urgente: la politica intervenga ora”.

Napoli, 14/01/2026

 

 


 

Sanità penitenziaria a Napoli: carenze strutturali e rischio per la salute dei detenuti.

Il garante Ciambriello: "Il sabato e la domenica mancano gli psicologi negli istituti penitenziari. No alla chiusura del laboratorio di analisi a Poggioreale"

 

In una nota inviata al Direttore generale ASL Napoli 1 Dr. Gaetano Gubitosa il garante campano delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale Samuele Ciambriello ha segnalato che all’interno dei due Istituti penitenziari si registra una grave carenza di medici di reparto, con la presenza di un solo medico per più padiglioni. A ciò si aggiunge l’assenza, dal mese di settembre, della figura del coordinatore infermieristico, elemento essenziale per garantire una corretta organizzazione dei servizi sanitari.

Il numero degli infermieri è insufficiente, con evidenti difficoltà nella distribuzione delle terapie, che non sempre avviene nel rispetto degli orari prescritti. C'è bisogno negli Istituti dell'attivazione di piccola chirurgia e la riattivazione della fisiochineterapia, molto importante per la riabilitazione. 

La denuncia del garante Ciambriello continua: "Mancano figure specialistiche fondamentali, come l’ortopedico, il cardiologo; il servizio di radiologia non è sempre funzionante. Alcuni medici assunti nei due istituti di Poggioreale e Secondigliano sono stati trasferiti altrove. A Poggioreale vengono effettuati circa venti esami specialistici al giorno, con risultati immediati. Ho potuto constatare personalmente come il laboratorio di analisi sia uno strumento indispensabile per il centro clinico, che ospita circa 60 detenuti, e per il centro di dialisi. Diagnostica e attività clinica devono procedere insieme per garantire efficacia, efficienza e risposte tempestive. Proprio il centro di dialisi di Poggioreale, riconosciuto come struttura di eccellenza, risulta chiuso dalla scorsa estate. Questa situazione costringe i detenuti a essere accompagnati più volte a settimana negli ospedali cittadini, con l’impiego di 3–4 agenti di polizia penitenziaria per ogni trasferimento, aggravando i costi, i rischi e il carico organizzativo. Ritengo urgente e non più rinviabile un intervento strutturale, il diritto alla salute delle persone detenute, sancito dalla Costituzione, non può essere sacrificato. _

Anche in qualità di Portavoce della Conferenza nazionale dei garanti territoriali dei detenuti mi rivolgo ai Dirigenti delle ASL affinché siano garantite le presenze di psicologi anche il sabato e la domenica nelle carceri, altrimenti il rischio è quello di conseguenze gravi e irreversibili."

Infine, dopo i colloqui effettuati nel carcere di Poggioreale domenica mattina il garante Ciambriello: “il sabato e la domenica sono assenti gli psicologi delle ASL, eppure sono proprio loro che effettuano i colloqui con i nuovi giunti, gestiscono situazioni di disagio e attuano strategie di prevenzione del suicidio e dell'autolesionismo. Ho avuto modo di verificare direttamente le gravi carenze e criticità sanitarie presenti all’interno degli istituti penitenziari di Napoli Secondigliano e Napoli Poggioreale, una situazione che desta forte preoccupazione e richiede interventi immediati. No alla chiusura del laboratorio nel carcere di Poggioreale"

 

 


 

FESTA DELLA BEFANA ALL’ARTICOLAZIONE PSICHIATRICA DI SECONDIGLIANO. 

PRANZO CON I DETENUTI E TOMBOLATA. 

IL GARANTE CIAMBRIELLO: “I MALATI PSICHICI IN CARCERE SONO INVISIBILI, DIMENTICATI”

Un’atmosfera diversa dal solito, fatta di colori, profumi e piccoli gesti di vicinanza, ha attraversato il reparto di articolazione psichiatrica del carcere di Secondigliano. Qui si è svolto un pranzo natalizio speciale, promosso dal Garante campano dei detenuti, Samuele Ciambriello, per le 18 persone ristrette nella sezione.

Niente formalità, ma un momento di comunità costruito grazie al lavoro delle operatrici volontarie de La Mansarda, che ogni lunedì portano attività e ascolto all’interno del reparto, e del gruppo dell’Ufficio del Garante. Sono loro ad aver preparato la sala, curato l’allestimento e portato cibo e addobbi per ricreare, almeno per qualche ora, un clima di festa.

A sedere ai tavoli, oltre ai detenuti, c’erano la dott.ssa Concetta Perrotta, responsabile della sezione psichiatrica, la dott.ssa Luisa Russo, direttrice del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL Napoli 1, e don Antonio Cimmino, cappellano dell’istituto.

Il menù, ricco e tradizionale, ha portato in reparto i sapori delle feste: antipasti di mare, rustici, lasagne alla napoletana, polpette al sugo, pizze di scarole e friarielli, fino ai dolci immancabili – struffoli, panettone, pandoro. A chiudere la giornata, una tombolata che ha coinvolto tutti, restituendo un frammento di normalità in un luogo dove la normalità è un lusso.

“I malati psichici nelle carceri sono invisibili, dimenticati”, ha denunciato Ciambriello a margine dell’iniziativa. “Qui come in tante altre strutture ci sono persone senza relazioni familiari, senza legami con il territorio. Chi si prende cura di loro mentre sono detenuti? E chi li accompagna nei primi momenti di libertà?”.

Il Garante ha ricordato i numeri nazionali: circa 63 mila detenuti, di cui 20 mila stranieri, 17 mila con dipendenze e oltre 4 mila con sofferenza psichica conclamata. In Campania le articolazioni psichiatriche attive sono tre: Santa Maria Capua Vetere, Secondigliano e Salerno. Chiuse da anni, invece, quelle di Sant’Angelo dei Lombardi, Benevento e la sezione femminile di Pozzuoli, mai più riaperta.

Una nota positiva arriva da Poggioreale, dove recentemente il personale psichiatrico è stato potenziato con tre nuovi specialisti part-time accanto ai due già presenti.

Le REMS che mancano e le liste d’attesa

Ma il punto più critico riguarda le REMS, le strutture sanitarie destinate alle persone con disturbi mentali autori di reato. In Campania sono solo due, a Calvi Risorta e San Nicola Baronia, e non bastano. “Non è accettabile che persone con gravi patologie psichiatriche restino in carcere – ha sottolineato Ciambriello –. Ci sono detenuti che provengono da segnalazioni familiari o che erano già in cura presso i servizi territoriali. Perché devono rimanere qui?”.

Molti, ha ricordato, attendono da mesi un posto in REMS, in carcere ma anche in famiglia o in altre strutture. Eppure, già due anni fa, il Consiglio regionale della Campania aveva deliberato all’unanimità l’apertura di una nuova REMS nel territorio metropolitano di Napoli. Una decisione che, ad oggi, non ha ancora trovato attuazione.

Il pranzo di oggi, con le sue tovaglie colorate e i sorrisi restituiti, ha offerto un attimo di sollievo. Ma ha anche riportato al centro una questione che continua a rimanere ai margini: quella dei malati psichici privati della libertà, una popolazione fragile e spesso dimenticata. Un Natale diverso, che ricorda quanto sia urgente intervenire.

 

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CARCERI SOVRAFFOLLATE, SUICIDI, CARENZA DI PERSONALE.

IL GARANTE CAMPANO CIAMBRIELLO: “UNA PIAGA, UNA DISCARICA SOCIALE NELL’INDIFFERENZA DELLA POLITICA.

LA COSTITUZIONE E’ RIMASTA CHIUSA NELLE CELLE!”

 

Il Garante Campano delle persone private della libertà personale, Samuele Ciambriello, anche Portavoce della Conferenza Nazionale dei Garanti delle persone private della libertà personale traccia attraverso i numeri di fine novembre un allarmante bilancio di fine anno, che mette in crisi il sistema penitenziario.

“In Italia sono detenute 63.868 persone a fronte di 45.000 posti reali disponibili.  In Campania sono recluse 7.844 persone a fronte di 5.500 posti reali disponibili.

Ci sono, dunque, in Italia circa 18.000 persone in più rispetto ai posti disponibili e finora la situazione non è migliorata nonostante gli annunci della politica.

Delle 63.868 persone detenute in Italia, 2.772 sono donne e 20.211 sono stranieri. In Campania, invece, 401 sono le donne detenute e 957 sono gli stranieri reclusi.

In Italia dei 63.868 detenuti, 9.714 sono in attesa di primo giudizio; 47.813 sono, invece, i detenuti definitivi.

In Campania dei 7.844 detenuti, 1.318 sono in attesa di primo giudizio; 5.759 sono, invece, i detenuti definitivi.

In Campania, i detenuti tossicodipendenti presenti negli Istituti penitenziari sono 1.567.

In Italia, i detenuti usciti dagli Istituti penitenziari ex Legge 199/2010 fino al 30 novembre 2025 sono 38.187, di cui 3.484 in Campania.

A giugno di quest’anno, in Italia i detenuti condannati con una condanna definitiva da 0 a 1 anno erano 1.329, di cui 76 in Campania.

Servono risposte concrete, non annunci, non populismo penale, politico e mediatico. C’è carenza di agenti, di personale socio-educativo e il diritto alla salute vive una situazione preoccupante. Insomma, la Costituzione è rimasta chiusa nelle celle!”

Questi dati forniti dal Garante Campano Ciambriello confermano che le carceri italiane sono fabbriche di recidive, una discarica sociale. In questo anno del Giubileo si erano accese, grazie a Papa Francesco, agli appelli del Presidente della Repubblica Mattarella, tante speranze. Ma speranze attese sono state schiacciate sotto il peso di una visione carcerocentrica del sistema penitenziario.

Ciambriello, poi, nel concludere lancia l’allarme sul diritto alla salute negato per i detenuti: “Spesso nella media settimanale delle carceri di Poggioreale e Secondigliano 50-65 volte manca la scorta per procedere alle traduzioni dei ristretti nelle strutture sanitarie dove erano prenotate visite specialistiche e ricoveri. Voglio anche fare un augurio per l’anno nuovo in materia di sanità: non vengano soppresse importanti strutture sanitarie all’interno dei penitenziari campani e si proceda all’implementazione di tutte le attività (piccola chirurgia, ortopedia, analisi…) che rispondono all’immediatezza delle cure all’interno del carcere senza lunghe liste di attesa”, così conclude il Garante Samuele Ciambriello.

L’ultimo dato allarmante fornito dal Garante Campano riguarda i suicidi in carcere: da inizio anno in Italia ci sono stati 79 suicidi, di cui in Campania 6 e 1 nella R.E.M.S. di San Nicola Baronia (AV). Si sono suicidati all’interno delle carceri anche 3 agenti penitenziari, un educatore e un ragioniere.

 

 


 

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