• Home
  • Il Garante
    • Chi è
    • Cosa fa
    • A chi si rivolge
  • Normativa
  • Comunicazioni
    • Pubblicazioni
    • Articoli
    • Eventi
    • Bandi
    • Relazioni annuali
  • Contatti
    • Contatti del Garante
    • Istituti carcerari in Campania
Sei qui: Home
Nuovo Decreto Sicurezza, più carcere per i minorenni. Il Portavoce della Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale Samuele Ciambriello: “ l’ennesima risposta punitiva e d’emergenza. Deriva pericolosa e senza senso!”
 
"I disordini registrati a Milano durante le recenti manifestazioni vengono usati come pretesto immediato per far passare l'ennesima stretta repressiva. Un weekend di tensioni è bastato per varare un nuovo Decreto Sicurezza e per far annunciare dal ministro della Giustizia Carlo Nordio l'intenzione di ampliare la capienza delle carceri minorili o addirittura destinare settori degli istituti penitenziari per adulti ai minori. Il Governo risponde alle piazze e al disagio con la militarizzazione e con nuove sbarre, confermando una linea che punta solo alla propaganda e a nascondere il fallimento delle proprie politiche sociali .In questi anni hanno smantellato il sistema della giustizia minorile. Una proposta irricevibile, folle. Non c'è dubbio che la violenza, l'aggressività vada contenuta e prevenuta, non giustificata. Mare dentro e male fuori: il governo ha cambiato le fattispecie di reato, le ipotesi di arresto per i minori li ha equiparati agli adulti ,affievolito i diritti e i progetti di inclusione sociale . Chiediamoci cosa sta succedendo ai nostri minori, adolescenti a metà con la morte nel cuore. Che cosa sta succedendo a noi adulti".
 
A dichiararlo è Samuele Ciambriello, Garante campano dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale e Portavoce della Conferenza nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale. 
 
"Si parla di aprire o ampliare carceri minorili – anche dopo averne aperto tre: L’Aquila, Lecce e Rovigo – o di destinare sezioni di carceri per adulti ai giovani, come già avvenuto con il trasferimento di ragazzi alla Dozza di Bologna. Ma l'esperienza quotidiana dimostra che l'aumento dei posti letto non risolve le emergenze: le moltiplica",
sottolinea Ciambriello. "Negli Istituti Penali per Minorenni (IPM) siamo di fronte a una drammatica regressione. Dopo i disastri provocati dal Decreto Caivano, che ha fatto impennare le presenze e ridotto le alternative al carcere, oggi si aggiungono la presunzione di imputabilità per i minorenni tra i 14 e i 18 anni, l'estensione dei fermi e l'introduzione di nuovi reati di piazza. Trattare i ragazzi come presunti delinquenti prima ancora che come soggetti da educare significa smantellare decenni di pedagogia che rendevano l'Italia un modello in Europa. I minori stranieri non accompagnati che arrivano in Italia vanno accuditi, formati, integrati, non portati in carcere o nei Cpr "
 
Il Portavoce della Conferenza dei Garanti evidenzia l'effetto a catena sul piano dei diritti costituzionali e umani: «Mentre si marginalizza il ruolo dei Magistrati di Sorveglianza e della Magistratura ordinaria, si estendono i controlli sui minorenni e sui centri per i rimpatri (CPR) e si militarizzano le città. Tuttavia, la sicurezza non si ottiene con le sbarre o con l'esercito per le strade, ma con prevenzione, scuola e politiche sociali. Se una persona sbaglia non deve pagare, ma cambiare!"
 
A fronte di numeri già critici della giustizia minorile in Italia, Ciambriello rinnova un appello urgente alle istituzioni, alle Regioni, al Terzo Settore e chiede un incontro al ministro Nordio:   
 
"Bisogna interrompere la spirale dell'emergenza e ritornare alla cultura educativa e dell’accudimento. Serve un piano straordinario di assunzioni e formazione specifica per educatori, assistenti sociali, agenti di polizia penitenziaria e personale sociosanitario, con figure specializzate per l'ascolto e la mediazione culturale per i tanti ragazzi stranieri soli. Chiedo pubblicamente un incontro urgente al Ministro Nordio per portargli criticità e buone prassi mostragli una fotografia in bianco e nero di quello che succede davvero all'interno degli IPM"
 
 
 

 

CARCERI, IL GARANTE CAMPANO SAMUELE CIAMBRIELLO: «HO FIRMATO L’APPELLO PER L’INDULTO RESPONSABILE. DATI NAZIONALI E REGIONALI DA BOLLETTINO DI GUERRA: LA DIGNITÀ NON SI NEGOZIA»

«Ho firmato con convinzione l’appello per un indulto responsabile promosso da giuristi, magistrati e sostenuto dalla Conferenza Episcopale Italiana. L’ho fatto perché non possiamo più limitarci a registrare con sdegno di maniera una tragedia quotidiana: i dati nazionali sulle carceri italiane raccontano oltre 65.900 persone recluse a fronte di appena 46.358 posti davvero disponibili, con 55 suicidi accertati e 196 morti totali da inizio anno. Siamo di fronte a un bollettino di guerra. Lo Stato con sentenze certifica i trattamenti inumani e degradanti. Serve una risposta ad una situazione illegale e drammatica."A dichiararlo è il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Regione Campania, Samuele Ciambriello, nonché Portavoce della Conferenza nazionale dei garanti territoriali, annunciando la propria adesione all'iniziativa di clemenza e commentando il quadro critico del sistema penitenziario.«La nostra regione registra tassi di saturazione tra i più spaventosi d'Italia. Non parliamo di numeri freddi, ma di persone stipate in celle invivibili.InCampania duemila detenuti in piu dei seimila posti disponibili"


Napoli Poggioreale:a fronte di circa 1.350 posti effettivi, ospita 2.307 detenuti, con un sovraffollamento reale al 167-170% e un surplus di oltre 950 reclusi, aggravato da un'insostenibile carenza di 200 agenti.
Salerno (Fuorni): Oltre 610 detenuti stipati su soli 376 posti disponibili, toccando un indice del 162%.
Benevento: Quasi 400 reclusi per appena 248 posti effettivi (160%). Proprio qui, nella notte tra il 6 e il 7 settembre, un trentasettenne si è tolto la vita: è stato il quinto suicidio in Campania dall'inizio dell'anno, dopo le tragedie dei giovani a Santa Maria Capua Vetere (24 anni) e Poggioreale (27 anni).
Santa Maria Capua Vetere: Oltre 1.035 presenti a fronte di 676 posti reali, con una saturazione del **153%**.
Ariano Irpino: Registra un tasso critico del 140%.
Avellino (Bellizzi Irpino):Tasso di saturazione al 139%.
Napoli Secondigliano: Più di 1.350 presenze con un indice del 138%, una situazione resa ancora più complessa dalla gestione dei reparti d'Alta Sicurezza e dalle croniche carenze sanitarie.
Vallo della Lucania e Aversa: Raggiungono rispettivamente il 135% e il 130% di saturazione reale."Tenere stipate le persone in queste condizioni significa infliggere trattamenti inumani e degradanti. Questa è una violazione palese dell'articolo 3 della CEDU e dell'articolo 27 della Costituzione: lo Stato non può pretendere il rispetto delle regole se è il primo a violarle.
Firmare l'appello per l'indulto responsabile significa chiedere una risposta ad una situazione drammatica, incostituzionale e illegale. Non parliamo di un "liberi tutti", ma di un gesto di clemenza ad efficacia differita, accompagnato da percorsi di formazione, lavoro e reinserimento sociale per ridurre la recidiva e garantire più sicurezza a tutti.
Tuttavia, nessun provvedimento sarà sufficiente senza un intervento radicale sulla salute e sulle strutture:
Bisogna investire risorse e personale nei SerD e nei Centri di Salute Mentale: Servono presìdi sanitari, psicologici e psichiatrici continuativi (h24) dentro gli istituti e una forte rete sul territorio. Le carceri non possono continuare a fare da "discarica sociale" per chi soffre di dipendenze o disturbi psichici, le cui pene dovrebbero essere scontate in strutture terapeutiche e REMS.
È indispensabile colmare la carenza cronica di educatori e psicologici, senza i quali qualsiasi discorso di rieducazione resta carta straccia.
La dignità delle persone private della libertà non è un regalo, non è una concessione benevola del potere e non è negoziabile.
Faccio appello a tutte le forze politiche, culturali e sociali affinché sostengano questa mobilitazione. Mettiamo fine a questa spirale di disperazione.»

 

 

 


 
INVITO 'Il futuro- i sogni di domani'
 
 
INVITO 'Il futuro- i sogni di domani'.jpeg
 
 

LA DIGNITÀ E L'UMANITÀ IN CARCERE
Di questi temi se n'è discusso oggi all'udienza pubblica presso la Corte Costituzionale.

 


Il Portavoce della Conferenza la Conferenza dei Garanti territoriali, il Prof. Samuele Ciambriello, insieme alle Garanti di Brescia e di Parma, la Prof.ssa Arianna Carminati e la Prof.ssa Veronica Valenti, hanno assistito all’udienza innanzi alla Corte costituzionale, fissata nell’ambito del giudizio di legittimità costituzionale relativo agli articoli 147 c.p. e 47- ter comma 1-ter o. p. nella parte in cui non prevedono l'ipotesi di rinvio facoltativo dell'esecuzione, eventualmente consentendo la possibilità di disporre l’applicazione della detenzione domiciliare, in caso di pena eseguita in condizioni contrarie al senso di umanità, per contrasto con gli artt. 2, 25, 27, comma 3, 117, comma 1 quest'ultimo con specifico riferimento all'art. 3 CEDU.
Per la prima volta, infatti, la Conferenza dei Garanti territoriali è stata ammessa come Amicus curie nell’ambito di tale giudizio.

La questione è stata sollevata dal Tribunale di Sorveglianza di Firenze, nel corso di un giudizio relativo alle condizioni di detenzione inumane nel carcere di Sollicciano. Come noto, in attesa dell'Intervento della Corte costituzionale, il Tribunale di Firenze ha disposto il sequestro preventivo di 7 sezioni di tale Istituto e il trasferimento di 200 persone in altri Istituti penitenziari italiani. Cosa che non era mai accaduta prima.
La questione di legittimità sollevata, afferma il Portavoce Ciambriello, garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Campania, “ è di estrema importanza per la tutela della dignità di tutte le persone ristrette, non solo nel carcere di Sollicciano, ma in tutta Italia, perché, se accolta dalla Corte costituzionale - come la Conferenza dei Garanti territoriali auspica – finalmente, in Italia il giudice avrà a disposizione un rimedio, il differimento dell’esecuzione e l’eventuale detenzione domiciliare, per chi si trova costretto a scontare la propria pena in condizioni inumane e non dignitose, a fronte della perdurante inerzia dell’amministrazione penitenziaria e dell’ormai accertato fallimento della visione carcero-centrica del sistema italiano di esecuzione delle pene”.
“Siamo davvero onorati e fieri di essere stati ammessi come Amicus curie”, aggiunge il Portavoce, “anche perché il parere della Conferenza è stato scritto a più mani, con la partecipazione attiva di Garanti locali, di Docenti e studenti e studentesse universitari, neolaureate e neolaureati in Giurisprudenza dell’Università di Parma e di Brescia. Per questo motivo, riteniamo che essere qui sia un nostro dovere, specie da un punto di vista etico: questo parere ha contribuito a far conoscere alla società civile, e in particolare alle giovani generazioni, una realtà dolorosa, ancora troppo spesso ignorata o che troppo facilmente viene stigmatizzata con giudizi radicali e violenti. L’auspicio è che proprio i più giovani, con le loro idee e le loro energie, possano contribuire a rendere effettiva la tutela della dignità di ciascun essere umano, ovunque si trovi”.

 

garanti corte costituzionale.jpg


 

GIUSTIZIA MINORILE IN CAMPANIA: OLTRE 2.400 MINORI, AFFIDATI AI SERVIZI SOCIALI, NELLE COMUNITÀ, E PICCO DI ACCESSI A NISIDA E AIROLA.
IL GARANTE CIAMBRIELLO: «RICOSTRUIRE I PERCORSI EDUCATIVI, NON CEDERE ALLA LOGICA DEL SOLO CONTENIMENTO»

 

La fotografia aggiornata al 31 agosto 2026 sui minorenni e giovani adulti inseriti nel circuito della giustizia penale traccia per la Campania un quadro di forte sollecitazione operativa e complessa gestione educativa e trattamentale. I dati ufficiali del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità evidenziano il ruolo centrale svolto dal territorio campano nel panorama nazionale della giustizia minorile:
a Napoli sono 1.734 i minori e giovani adulti presi in carico (di cui 586 per la prima volta nel 2026). A Salerno si registrano 370 presi in carico (97 nel 2026). Il totale regionale sfiora così le 2.104 persone seguite dai servizi di area penale esterna.
Nelle comunità private operanti sul territorio campano sono presenti 241 ragazzi alla data del 31 agosto 2026 (con una presenza media giornaliera di 233,5 presenze). il Centro per la Giustizia Minorile (CGM) di Napoli registra 172 collocamenti in comunità nel corso dell'anno.
Nei 20 istituti penali per minorenni in Italia al 31 agosto 2026 erano presenti 572 giovani ristretti, 48 hanno tra i 14-15 anni.
L'IPM di Nisida ospita 67 presenti (su una presenza media giornaliera di 71,1 e 93 ingressi complessivi stabili nell'anno), confermandosi tra le strutture più sollecitate del Paese. L'IPM di Airola registra 21 presenti(con 16 ingressi complessivi nel periodo).
Il CPA di Napoli ha registrato 70 ingressi stabili nell'anno. I Centri Diurni Polifunzionali (CDP) dell'area penale accolgono 25 ragazzi a Nisida, 29 a Santa Maria Capua Vetere e 11 a Salerno. «I numeri dell'area penale minorile e dei giovani adulti in Campania impongono una profonda riflessione istituzionale e sociale, sono 7 i ragazzi tra i 14-15 anni detenuti a Nisida, guardando i dati nazionali sono 17 i minorenni condannati per omicidio volontario e 58 per omicidio tentato ristretti negli IPM»,dichiara il Garante dei diritti dei detenuti della Regione Campania Samuele Ciambriello.
«Dall'analisi delle prese in carico e dei collocamenti emerge con chiarezza che, a fronte di una prevalenza di reati contro il patrimonio e la persona, la risposta non può essere ridotta a una logica meramente sanzionatoria o di custodia. Le strutture penitenziarie e le comunità del nostro territorio svolgono un lavoro fondamentale, ma necessitano di un potenziamento costante delle risorse e delle reti di supporto educativo, psicologico e d'inserimento lavorativo.
Garantire ai giovani dell'area penale percorsi di recupero effettivi e reali significa fare prevenzione primaria per la sicurezza dell'intera comunità campana. Insieme alle Istituzioni regionali e locali, al Terzo Settore e al mondo della scuola e del lavoro, dobbiamo rafforzare l'area penale esterna e il sistema delle comunità educative»,
conclude il Garante.

 

 


 

SALUTE E GRAVIDANZA IN CARCERE. PROBLEMATICHE DELL'ICAM DI LAURO.


CIAMBRIELLO: "SERVE UN'ASSISTENZA ADEGUATA ALLA PARTICOLARE CONDIZIONE DELLE DETENUTE"


La vicenda sanitaria di una detenuta in gravidanza, ospitata presso l’ICAM (Istituto a Custodia Attenuata per detenute Madri) di Lauro, porta all’attenzione del Garante regionale delle persone private della libertà personale, Samuele Ciambriello, alcune rilevanti problematiche della struttura relative all’assistenza sanitaria, alla gestione delle emergenze e al sostegno integrato garantito alle donne in condizioni di particolare fragilità.

Si tratta della sig.ra Layme, giunta presso l’ICAM di Lauro il 27 luglio 2026 dal Polo Penitenziario di Rebibbia, in stato di gravidanza iniziale. A partire dal 9agosto 2026 presenta ripetute perdite ematiche, che determinano tre accessi d’urgenza al Pronto Soccorso dell’AORN Moscati di Avellino (rispettivamente il 9, il 14 e il 19 agosto), con prescrizione di terapia a base di progesterone, riposo e successivi adeguamenti farmacologici.

Considerata la reiterazione degli episodi e la difficoltà di garantire presso l’ICAM il necessario livello di assistenza continuativa, il 20 agosto 2026 viene trasmessa una relazione al Magistrato per valutare una diversa collocazione. Il 24 agosto 2026 il Magistrato propone ed autorizza il ricovero ospedaliero.

La detenuta viene quindi accompagnata nuovamente presso l’AORN Moscati, dove viene ricoverata e trascorre la notte in regime di degenza. All’indomani, a seguito degli accertamenti ecografici che evidenziano l'assenza di attività cardiaca fetale, la donna viene sottoposta a un intervento di revisione cavitaria strumentale. Successivamente, la sig.ra Layme viene trasferita presso la Casa Circondariale di Bellizzi.

«Questa vicenda – osserva il Garante regionale Samuele Ciambriello – impone una riflessione profonda sull’organizzazione dell’assistenza sanitaria all’interno dell’ICAM. Di fronte a una gravidanza a rischio, caratterizzata da ripetute perdite ematiche e dalla prescrizione di riposo, è opportuno chiedersi se fosse possibile prevedere una valutazione ginecologica direttamente presso la struttura, ove clinicamente possibile, evitando ripetuti trasferimenti ospedalieri e il conseguente stress psicofisico per la detenuta. Non si tratta di attribuire responsabilità, ma di comprendere se il percorso assistenziale adottato fosse quello più adeguato alle condizioni della persona».

Il Garante sottolinea l'urgenza di verificare il programma e la periodicità delle visite ginecologiche e pediatriche ordinarie (e dei bilanci di salute) presso l’ICAM di Lauro, evidenziando come l'istituto penitenziario debba essere costantemente supportato e affiancato dalle competenze e dai presidi dell'ASL locale per poter operare al meglio e consentire al personale di svolgere efficacemente il proprio lavoro.

Particolare attenzione, rileva Ciambriello, deve essere riservata anche alla fase successiva alla perdita della gravidanza:

«Un evento di questa portata non riguarda soltanto la salute fisica, ma richiede attenzione sul piano psicologico e un adeguato sostegno nell’elaborazione del lutto. Anche sotto questo profilo, sarebbe stato opportuno interrogarsi sulla possibilità di una collocazione temporaneamente più adeguata alle condizioni fisiche ed emotive della detenuta, anziché procedere all'immediato trasferimento presso la Casa Circondariale di Bellizzi».
In Italia sono 33 le madri detenute insieme a 37 figli al seguito. 

La questione assume ulteriore rilievo considerando che attualmente presso l’ICAM di Lauro sono presenti 15 donne, tra cui un'altra donna in stato di gravidanza, 15 figli al seguito. La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di criticità legate alla gestione della maternità in ambito penitenziario. Si richiama, a questo proposito, anche il caso di un'altra detenuta dell'ICAM di Lauro che lo scorso 7 agosto ha partorito presso l'Ospedale Moscati di Avellino, facendo rientro in struttura dopo soli cinque giorni insieme alla figlia neonata.
Il Garante riapre quindi il dibattito istituzionale ponendo due interrogativi di fondo:

“Perché non favorire l'esecuzione della pena in misura alternativa al carcere (come la detenzione domiciliare o l'accoglienza in comunità alloggio) per le detenute madri con figli e per le donne in stato di gravidanza, indipendentemente dal reato commesso?
La tutela dei primi anni di vita: È ammissibile che il primo orizzonte di vita di un bambino sia rappresentato dalle sbarre di un carcere, anziché da un contesto comunitario e familiare idoneo?

Un ICAM deve essere una struttura capace di garantire non soltanto la custodia, ma percorsi di tutela della salute realmente adeguati alla condizione delle donne e dei bambini che vi vivono. La gravidanza, la maternità e la perdita di un figlio richiedono una presa in carico globale che tenga insieme salute fisica, assistenza specialistica integrata con l'ASL e un costante sostegno psicologico», conclude il Garante Ciambriello.

 

 


 
Carceri, ancora un suicidio in Campania, stanotte nel carcere di Benevento.
Ciambriello: «Salvatore aveva solo 37 anni. È il quinto suicidio in Campania, 45 in Italia. Uno Stato civile non può assistere in silenzio a questa ecatombe»
 
Benevento,7 settembre- «Questa notte, nella Casa Circondariale di Benevento, si è consumata l’ennesima tragedia. Salvatore, un giovane di soli 37 anni, padre di una bambina, si è tolto la vita in cella. Non ci sono parole per esprimere il dolore e l'indignazione di fronte all'ennesima morte annunciata. Quando un ragazzo di 37 anni decide di farla finita mentre si trova sotto la custodia e la responsabilità dello Stato, abbiamo fallito tutti». A denunciarlo con forza è Samuele Ciambriello, Garante regionale dei diritti delle persone sottoposte a misura restrittiva della libertà personale della Campania.
Con questo ennesimo suicidio salgono a 5 i suicidi registrati negli istituti di pena della Campania, inserendosi in un bilancio nazionale sempre più drammatico che conta già 45 persone che si sono tolte la vita in carcere dall'inizio dell'anno, come confermano i dati di monitoraggio del dossier Morire di carcere promosso da Ristretti Orizzonti. Oltre 94 decessi complessivi considerando sia i suicidi sia le morti per malattia, cause naturali o ancora in fase di accertamento.
«Il carcere di Benevento, così come le altre strutture della nostra regione, soffre per il sovraffollamento, la carenza organica di personale sociosanitario, la carenza di educatori e di presidi psicologici e psichiatrici continuativi. Dietro i numeri ci sono volti, storie e fragilità che vengono puntualmente schiacciate da un sistema che ha perso ogni funzione rieducativa e di risocializzazione, trasformando la pena in disperazione cieca», prosegue Ciambriello.
«Il diritto alla salute e alla vita deve essere garantito a tutti, anche a chi ha sbagliato. L'articolo 27 della nostra Costituzione non può continuare a essere calpestato ogni giorno. Torno a chiedere con urgenza al Ministero della Giustizia e all'Amministrazione Penitenziaria interventi concreti e immediati: servono misure alternative alla detenzione per le pene brevi, un potenziamento straordinario della sanità penitenziaria e figure professionali in grado di intercettare il disagio prima che si trasformi in tragedia. Non si può e non si deve morire di carcere», conclude il Garante.
 

 
 
CARCERI, L'ALLARME SUI DATI DI SETTEMBRE: INDICE REALE AL 142,3%.
IL GARANTE CIAMBRIELLO: «CAPIENZA UFFICIALE È UN’ILLUSIONE, SERVONO MISURE URGENTI»
«I numeri ufficiali pubblicati dal Ministero della Giustizia ed elaborati sul sovraffollamento reale al 3 settembre 2026 non lasciano spazio a interpretazioni: il sistema penitenziario italiano è oltre il punto di rottura. Con un indice d’affollamento effettivo del 142,3% su scala nazionale e picchi drammatici sul nostro territorio, la detenzione ha perso ogni aderenza al dettato costituzionale».
A dichiararlo è Samuele Ciambriello, Garante regionale dei diritti delle persone private della libertà personale della Campania e Portavoce della Conferenza nazionale dei Garanti, commentando l'ultimo monitoraggio che attesta la presenza di 65.729 detenuti a fronte di soli 46.206 posti realmente disponibili.
«Si continua a valutare il sistema su una capienza teorica di oltre 51mila posti» sottolinea Ciambriello «ma la realtà misura 5.006 posti inagibili, tra sezioni chiuse e celle fuori uso. La differenza tra carta e realtà si traduce in 19.523 persone in eccedenza stipate in spazi invivibili. Parlare di rieducazione in queste condizioni è un’ipocrisia di Stato: siamo di fronte a una pena che trasfigura in castigo umano degradante».
Il quadro della regione Campania si conferma tra i più complessi dell'intera penisola: 8064 detenuti, 430 donne, 952 detenuti stranieri. Di questi 6044 hanno una condanna definitiva, 1287 in attesa di primo giudizio. 
La Casa Circondariale di Napoli Poggioreale supera la soglia critica del 170% di sovraffollamento reale con 2302 detenuti presenti.
Criticità estreme e strutturali si registrano negli istituti di Santa Maria Capua Vetere dove sono presenti 1044 detenuti su una capienza reale di 665 posti, Salerno 582 ristretti su 369 posti disponibili e Benevento dove sono ristretti 364 detenuti su una capienza reale di 232 posti dove la saturazione degli spazi supera il 152% di indice di sovraffollamento, tutto questo si somma alla grave e cronica carenza organica della Polizia Penitenziaria e del personale sanitario.
Le richieste alle istituzioni
«Servono interventi immediati e coraggiosi»
conclude il Garante Ciambriello. «Non occorrono nuove carceri, ma 'carceri nuove' e misure deflattive sul flusso d'ingresso: dall'ampliamento della liberazione anticipata all'incremento delle misure alternative alla detenzione, fino all'approvazione di provvedimenti di clemenza. Non si può continuare a gestire un'emergenza strutturale con il silenzio delle istituzioni».
 
 

 

Pagina 1 di 38

InizioIndietro12345678910AvantiFine
Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale Siti tematici:   Seguici su:
       
Contatti  Autorità Garante Nazionale    Facebook
   Garanti altre regioni    
       
       
       
  Questionario di gradimento © 2020 Consiglio regionale della Campania